A volte ci sono cose che hanno dell’assurdo nel mondo dell’elettronica di consumo.
Siamo passati in relativamente pochi anni da cellulari basici (che permettevano solo di chiamare e inviare sms) agli smartphone che sono a tutti gli effetti dei computer che telefonano.
Io ormai utilizzo solo smartphone ma da qualche tempo rimpiango i miei vecchi Nokia.
Infatti ho comprato un e52 e mi sono finalmente goduto un cellulare che fa quel che gli dico.
La mia ultima disavventura si chiama Wave s8500 uno degli smartphone di punta del sistema Bada lanciato da Samsung con questo slogan - Invitation to adventure
Ed in effetti è stato proprio così!!!
Avere un cellulare con cui puoi telefonare e fare video e foto decenti ma per tutto quel che riguarda il comparto “smart” è davvero una grande avventura alla Indiana Jones!
E’ il primo smartphone in cui la versione 1.0 (la prima versione firmware) è migliore della 1.2 (il suo aggiornamento).
Continui problemi di applicazioni che spariscono, memoria insufficiente, riavvi o reset per ripristinare le funzionalità, connessione wifi che termina improvvisamente e ora ecco l’ultima avventura: aggiornamento di facebook con finalmente la possibilità della chat.
Tutti gli utenti a questa news hanno fatto la hola!
Tam tam dai vari siti e blog e il popolo di Bada parte con lo scaricare l’aggiornamento segnalato anche dal market delle app bada.
Tutto ok?
Invitation to adventure: l’applicazione non parte più e per ripristinarla serve portare il Wave in assistenza!!!
Incredibile, la Samsung è la prima compagnia che riesce a mandare in assistenza i suoi prodotti applicando delle patch che dovrebbero migliorare le app.
Se non fosse per Invitation to adventure… che vita monotona, ma ci pensate gli sfigati dell’iphone? Questi per avere un po’ di adrenalina devono sperare che caschi il cellulare di mano… a noi di Bada, basta scaricare un aggiornamento!
Ora ho capito che in Bada... si naufraga... infatti la loro pubblicità non era ingannevole, il naufrago non sopravvive a Bada si vede restano solo le sue impronte... era un beta tester!
Essere liberi più di ogni altra cosa significa rispettare gli altri. Senza questo mutuo e consapevole riconoscimento non esiste libertà, non esiste giustizia, non esiste alcuna possibilità di essere felici.
sabato 23 aprile 2011
giovedì 21 aprile 2011
Napoli
Eri tra le città più belle d’Europa
e ora sei a marcire come una carogna
il mondo guarda ride e d’addita a gogna
Napoli così povera e senza scopa
E se Roma l’eterna fu d’una lupa
la figlia, tra questi miasmi di fogna
o Napoli mia sei senza più vergogna
non più città del ciuccio ma della topa
Come un’immensa grandiosa discarica
trabocchi da ogni parte sovraccarica
e sai tutti i giorni t’ammiro schifato
come tu fossi un politico griffato
o lo sporco “figlio di papà” viziato
sei l’emblema dell’Italia che scarica!
lunedì 18 aprile 2011
Al diavolo piace la famiglia...
A me piace tanto il diavolo quando parla della famiglia. Perché? Ma perché ne parla sempre bene, con convinzione, senza stanchezza. Al diavolo, la famiglia, si vede che gli piace. E’ un promotore della famiglia, come quelli finanziari. Vabbé qualcuno dei promotori finanziari ogni tanto li arrestano… ma al diavolo chi lo ferma? Qualche giudice? Seeee… Insomma, non c’è niente da dire, il diavolo con la famiglia ci sta come culo e camicia. Mica come me. Che in fondo in fondo mi piace stare da solo, che penso: meno male che non c’ho i figli! So’ stanco dopo il lavoro, mi butto sul divano e mi sparo un bel film che mi piace, magari con la birra fredda e i pop-corn. E nessuno a rompere i c…..i!
E no, al diavolo invece piace la famiglia. Lo diverte, lo avvince, gli fa bene al diavolo la famiglia. E’ attento soprattutto ai valori della famiglia. L’amore coniugale, quello filiale, quello materno-paterno- fraterno insomma tutte ‘ste belle cose che sanno di Natale e Pasqua. Anche un po’ di ferragosto. E lui sentenzia che è pronto a difendere la famiglia da chiunque voglia metterci le mani sopra. Guai a ‘sti birbaccioni! E tu, uomo qualunque, stai lì, col naso per aria a credere a tutte ‘ste fregnacce che dice il diavolo. Perché il diavolo è credibile, dice il vero. Alla fine il diavolo c’ha ragione, lui ci tiene veramente alla famiglia. Guai a chi la tocca. Che nessuno si permetta!!! La famiglia è cosa sua, è la sua preda. Il suo bottino. Solo lui ci deve mettere le mani sopra. Come “cosa nostra”. Anzi, meglio “cosa sua”. E’ il suo business!
P.S. la foto l’ho messa perché quando si parla del diavolo ci vuole sempre l’acquasanta!
Fukushima
I quattro reattori sono ingestibili da quando è iniziata la crisi nucleare. Questo è un dato oggettivo. I poveri operai e tecnici che con sommo eroismo sono andati a gestire il disastro sapevano di essere condannati a morte.
Sono degli eroi.
Sarebbe bello se anche il primo ministro giapponese, il presidente e l'amministratore delegato della centrale nucleare di Fukushima facessero la stessa cosa. Andassero insieme ai tecnici e agli operai, ai vigili del fuoco e alle forze di polizia a gestire questa crisi in loco.
Tutti insieme appassionatamente.
Sarebbero degli eroi. Invece di raccontare bugie su bugie al popolo giapponese e al mondo intero. Chiusi nelle loro torri d'avorio al sicuro dalle radiazioni.
Per decenni il Giappone sarà flagellato dai postumi di questa sciagura. Per oltre un secolo ci saranno morti e invalidi oltre ad un incalcolabile impatto sull'ecosistema terrestre. Mutazioni a pioggia su tutti gli esseri viventi.
Propongo una legge speciale per tutti i paesi dotati di centrali atomiche. In caso di disastro, il capo di governo, il direttore e l'amministratore delegato della centrale nucleare, oltre al più grosso azionista, siano i primi ad intervenire in loco in caso di disastro ambientale, restando in zona fino alla rientrata emergenza.
Chissà al mondo quante centrale nucleari si costruirebbero ancora… e quanto velocemente sarebbero "chiuse" quelle già attive...
domenica 17 aprile 2011
Il Potere Politico e la Morale
E’ possibile che chi gestisce il potere delle scelte politiche ed economiche di un intero paese abbia un comportamento altamente immorale?
Davvero crediamo che sia possibile conciliare da una parte il bene comune di una nazione e dall’altra solo il proprio egoismo sessuale ed esercitare il potere di coercizione del danaro sugli altri esseri umani?
E’ possibile usare mezzi e uomini dello stato per affari personali?
L’essere eletti dai cittadini è sufficiente per avere immunità civile e penale?
La legge funziona a singhiozzo per chi ha un ruolo politico?
Perché?
Bisogna cambiare le regole del “gioco” per permettere a chi sbaglia di avere una comoda via di fuga “legale”?
Davvero abbiamo bisogno di una censura sui libri di testo a scuola?
Chi fa sesso a pagamento può parlare di famiglia e di morale e di comunismo?
Perché chi ha superato l’età pensionabile resta a lavorare e toglie spazio ai giovani?
Perché in parlamento e al senato ci sono più vecchi a comandare che in un ospizio?
Soprattutto è giusto che gli incarichi politici siano affidati dai partiti e non con libere elezioni?
Non voglio fare retorica, neppure amministrare lezioni facili di moralità. Mi faccio delle domande, domande che ognuno di noi, credo, debba porsi prima di decidere a chi affidare il proprio futuro.
ThyssenKrupp e la responsabilità dei manager sul lavoro
I fatti
Nella notte fra il 5 e il 6 dicembre 2007 sette operai dello stabilimento di Torino vengono investiti da una fuoriuscita di olio bollente in pressione che prende fuoco. Sette moriranno nel giro di un mese, mentre un altro operaio resta ferito in maniera non grave.
Accordi e Sentenza
Il primo luglio 2008 i familiari delle sette vittime hanno accettato l’accordo con l’azienda per il risarcimento del danno per una somma complessiva pari a 12.970.000 euro. Con l’accordo i familiari rinunciano al diritto di costituirsi parte civile nel processo ai dirigenti.
Il 15 aprile 2011 la seconda corte d’assise di Torino ha condannato Harald Espenhahn, amministratore delegato del gruppo tedesco, a 16 anni e 6 mesi di reclusione. Altri cinque manager dell’azienda sono stati condannati a pene che vanno da 13 anni e 6 mesi a 10 anni e 10 mesi.
In Italia le varie rivistucole legate al mondo industriale gridano allo scandalo per questa sentenza, evidentemente qualcosa non è andata come volevano. Ma come? Dopo aver ucciso delle persone al lavoro si va in galera? Strano vero? Invece “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”. Una banale osservazione che è anche il motto dell’uomo ragno. I manager delle aziende farebbero bene a leggere qualche volta i fumetti invece di collezionare inutili master. Non esiste giustizia senza senso di responsabilità. Non basta dire “scusa” e poi ridere alle spalle delle persone come spesso accade. Non tutto a questo mondo è questione di soldi. Anche i manager ora lo hanno imparato.
Iscriviti a:
Post (Atom)









