domenica 17 aprile 2011

ThyssenKrupp e la responsabilità dei manager sul lavoro



I fatti
Nella notte fra il 5 e il 6 dicembre 2007 sette operai dello stabilimento di Torino vengono investiti da una fuoriuscita di olio bollente in pressione che prende fuoco. Sette moriranno nel giro di un mese, mentre un altro operaio resta ferito in maniera non grave.

Accordi e Sentenza
Il primo luglio 2008 i familiari delle sette vittime hanno accettato l’accordo con l’azienda per il risarcimento del danno per una somma complessiva pari a 12.970.000 euro. Con l’accordo i familiari rinunciano al diritto di costituirsi parte civile nel processo ai dirigenti.
Il 15 aprile 2011 la seconda corte d’assise di Torino ha condannato Harald Espenhahn, amministratore delegato del gruppo tedesco, a 16 anni e 6 mesi di reclusione. Altri cinque manager dell’azienda sono stati condannati a pene che vanno da 13 anni e 6 mesi a 10 anni e 10 mesi.


In Italia le varie rivistucole legate al mondo industriale gridano allo scandalo per questa sentenza, evidentemente qualcosa non è andata come volevano. Ma come? Dopo aver ucciso delle persone al lavoro si va in galera? Strano vero? Invece “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”. Una banale osservazione che è anche il motto dell’uomo ragno. I manager delle aziende farebbero bene a leggere qualche volta i fumetti invece di collezionare inutili master. Non esiste giustizia senza senso di responsabilità. Non basta dire “scusa” e poi ridere alle spalle delle persone come spesso accade. Non tutto a questo mondo è questione di soldi. Anche i manager ora lo hanno imparato.

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