E’ possibile che chi gestisce il potere delle scelte politiche ed economiche di un intero paese abbia un comportamento altamente immorale?
Davvero crediamo che sia possibile conciliare da una parte il bene comune di una nazione e dall’altra solo il proprio egoismo sessuale ed esercitare il potere di coercizione del danaro sugli altri esseri umani?
E’ possibile usare mezzi e uomini dello stato per affari personali?
L’essere eletti dai cittadini è sufficiente per avere immunità civile e penale?
La legge funziona a singhiozzo per chi ha un ruolo politico?
Perché?
Bisogna cambiare le regole del “gioco” per permettere a chi sbaglia di avere una comoda via di fuga “legale”?
Davvero abbiamo bisogno di una censura sui libri di testo a scuola?
Chi fa sesso a pagamento può parlare di famiglia e di morale e di comunismo?
Perché chi ha superato l’età pensionabile resta a lavorare e toglie spazio ai giovani?
Perché in parlamento e al senato ci sono più vecchi a comandare che in un ospizio?
Soprattutto è giusto che gli incarichi politici siano affidati dai partiti e non con libere elezioni?
Non voglio fare retorica, neppure amministrare lezioni facili di moralità. Mi faccio delle domande, domande che ognuno di noi, credo, debba porsi prima di decidere a chi affidare il proprio futuro.

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