La città è una curva ruvida.
Ma io sono in sella alla mia Harley.
Un brivido cromato.
Una vibrazione di libertà sensuale che parte dal motore e si trasmette al mio sesso.
Non le ho dato nessun nome.
Io non la amo e lei non ama me, io sono il suo padrone. Tutto qui.
Lei è unica. E’ come la voce rauca di Armstrong. Ti graffia l’anima ma ha una sua incomparabile dolcezza.
Devi cavalcarla con rabbia a volte. E vedrai che dopo qualche chilometro che la domini la rabbia evapora per lasciare il posto al piacere di sentirti libero sulla strada.
Una curva ruvida è la vita. Ed io non ho un nome, sono solo lo strumento delle mie emozioni.


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